Il Centro di ricerca e elaborazione per democrazia (CRED) condanna l’omicidio volontario consumato questa mattina nei confronti di Adil Belakhdim sindacalista del SinCobas mentre faceva un picchetto sul posto di lavoro nel Novarese. Sì tratta di un delitto gravissimo, ma anche di un fatto simbolico che tenta di far arretrare i diritti dei lavoratori a prima della Costituzione antifascista quando lo sciopero era un reato. Chiediamo che tutte le organizzazioni sindacali convochino uno sciopero generale per riaffermare il diritto di sciopero e il diritto all’agibilità sindacale su tutti i posti di lavoro, a cominciare dalle piattaforme logistiche. A tutti, parlamentari, membri del governo e rappresentanti istituzionali in genere ricordiamo quello che molti di loro sembrano aver dimenticato o ignorano da sempre, e cioè che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Se il lavoro, come avviene da troppo tempo in Italia, è misconosciuto e umiliato è tutta la Repubblica ad essere in pericolo. Se i lavoratori vengono costretti a lavorare in condizioni indegne, pericolose e precarie è tutta la Repubblica ad essere in pericolo. Se quando scendono in lotta vengono picchiati, feriti ed uccisi, è tutta la Repubblica ad essere in pericolo. E le politiche neoliberiste e di smantellamento dei diritti dei lavoratori di cui oggi il governo Draghi si rende protagonista fanno parte integrante dell’attacco alla Costituzione repubblicana. Ci faremo promotori delle iniziative necessarie a difendere la Costituzione a partire dai posti di lavoro.

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