All’attenzione della presidente Renaud-Basso e della Direttrice Esecutiva per l’Italia Manuela Nenna

Alcuni media egiziani pro-governativi hanno riferito che la presidente della Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo (BERS) visiterà l’Egitto nelle prossime settimane. Le sottoscritte organizzazioni della società civile esortano la Presidente, durante tale visita, a comunicare alle autorità egiziane che il peggioramento dello stato di diritto nel paese e le violazioni dei diritti umani costituiscono un gravissimo problema. Problema che la Banca dovrebbe affrontare con urgenza e serietà, dato che queste violazioni dimostrano il mancato rispetto dell’aspetto politico del mandato della BERS.Affrontare questo tema sarebbe coerente con il messaggio fondamentale e le opzioni politiche presentate all’interno delle Procedure della BERS per l’attuazione degli aspetti politici del mandato (aggiornate al 2013) e l’Addendum del 2018. Ricordiamo due obiettivi per i paesi che ricevono supporto dalla Banca, definiti nell’Addendum: “dimostrare un fermo impegno verso il carattere politico della Banca” e “massimizzare il suo impatto e la sua leverage”. Come organizzazioni della società civile, teniamo in alta considerazione il mandato della BERS sulla democrazia multipartitica e il pluralismo, riflesso nell’articolo 1 dell’Accordo che istituisce la Banca, elemento molto importante che distingue la BERS da altre istituzioni finanziarie. Questo mandato indica che la Banca deve impegnarsi seriamente e assumersi la sua responsabilità nella difesa della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani. La sua politica basata sul “più per più, meno per meno” deve essere utilizzata come leva importante per incoraggiare i paesi in cui la Banca svolge operazioni a promuovere riforme democratiche e porre fine agli abusi.Il documento sulle Procedure della Banca include 14 parametri di riferimento per valutare la situazione – e i progressi – nei paesi di operazione rispetto ai principi politici della Banca. L’Egitto ha dimostrato una regressione drammatica e misurabile su quasi tutti questi parametri di riferimento dal 2017, anno della più recente strategia della BERS per l’Egitto, con una grave deviazione dalle politiche e dai valori della Banca. Il continuo deterioramento della situazione per quanto riguarda i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto è stato più volte denunciato a livello internazionale, tra cui: in quattro risoluzioni d’urgenza del Parlamento europeo in tre anni, l’ultima nel dicembre 2020; in una rara dichiarazione congiunta di oltre 30 stati al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite nel 2021; in un altissimo numero di dichiarazioni di esperti e agenzie delle Nazioni Unite per i diritti umani, e negli allarmanti rapporti annuali del Dipartimento di Stato americano sull’Egitto.La visita della BERS questa primavera coinciderà con la preparazione da parte della Banca della sua prossima strategia nazionale per l’Egitto. Il peggioramento della situazione in Egitto e il fatto che non è conforme al mandato dovrebbe essere un argomento fondamentale nella vostra agenda.L’Egitto è stato il più grande paese di operazioni della BERS nel 2018 e nel 2019, anche se le autorità egiziane hanno deliberatamente e visibilmente eroso lo stato di diritto, la separazione dei poteri e ciò che restava della democrazia, continuando ad alimentare una grave e pervasiva crisi dei diritti umani. Sono preoccupanti anche le attuali minacce a livello legislativo ai diritti delle donne e alle libertà civili, e la mancanza di progressi sostanziali per quanto riguarda il diritto dei cristiani copti alla libertà di religione e all’uguaglianza, sebbene il governo egiziano abbia spesso evidenziato queste questioni come aree di progresso. Le procedure speciali delle Nazioni Unite hanno nuovamente denunciato che c’è “un problema sistematico per quanto riguarda il tema dei diritti umani in Egitto, e un problema sistematico nell’abuso e nell’uso improprio delle leggi e delle pratiche antiterrorismo”. Migliaia di attivisti politici, difensori dei diritti umani, accademici, gay e trans e attivisti LGBT, giornalisti e blogger sono stati arrestati e tenuti in lunghe detenzioni senza processo. Non c’è praticamente spazio nel paese per fare qualsiasi critica senza il rischio di essere etichettati come “terroristi” e perseguiti come tali. L’Egitto ha assistito a un drastico aumento delle più gravi violazioni dei diritti umani, compreso un forte aumento del numero di condanne a morte ed esecuzioni: l’Egitto rimane al quinto posto nella classifica globale degli Stati per numero di esecuzioni. La maggior parte di queste condanne a morte avviene all’interno di casi inficiati da una serie di altre gravi violazioni dei diritti umani, tra cui arresti di massa, sparizioni forzate, confessioni sotto tortura, detenzione preventiva prolungata, processi di massa iniqui e processi ai civili da parte di tribunali militari.Le autorità egiziane e le agenzie di intelligence hanno preso il controllo quasi completo dei media nel paese – ad eccezione di un paio di piccoli mezzi di informazione online – in modo che le informazioni diffuse dalle autorità egiziane non possano essere contraddette o criticate. La società civile indipendente, gli attivisti democratici e i difensori dei diritti umani soffrono continue ritorsioni, lo spazio civico e la sfera pubblica sono sempre più ristretti, e c’è sempre meno libertà di parola e di stampa online e offline. Dal 2016, l’Egitto si è classificato ogni anno tra i primi tre paesi al mondo per numero di giornalisti dietro le sbarre. Centinaia di siti web di notizie sui diritti umani sono bloccati dal 2017. Durante la pandemia, decine di operatori sanitari, difensori dei diritti umani e operatori dei media sono stati arrestati o intimiditi per aver parlato della pandemia e criticato la risposta dello Stato. Durante la pandemia, le autorità hanno escluso le migliaia di prigionieri politici, tra cui decine di difensori dei diritti umani, dalle misure di decongestione carceraria – limitate e insufficienti; al contrario, hanno detenuto altri difensori, trattando ogni forma di dissenso (reale o sospetto) come una minaccia alla sicurezza nazionale. In questo contesto, la società civile, i giornalisti, i difensori e la comunità imprenditoriale corrono un rischio molto reale ed elevato di dure ritorsioni, compresa la sparizione forzata – che di solito è associata a torture e abusi – e una lunga detenzione arbitraria, per qualsiasi tipo di discussione e interazione con la BERS sulla situazione politica, di governance e dei diritti umani. Questo chiaramente influenza la capacità della Banca di consultarli e quindi di raccogliere dati accurati per valutare la situazione. Pertanto, esortiamo la BERS ad adottare misure speciali, che siano in linea con la dichiarazione sulle ritorsioni contro la società civile e gli stakeholders dei progetti, per garantire la sicurezza di tali persone durante il processo di consultazione che si svolgerà per sviluppare la prossima strategia della BERS sull’Egitto. Tra queste misure, esortiamo la BERS a discutere con gli stakeholders il modo migliore per proteggerli da eventuali ritorsioni prima, durante e dopo il processo di consultazione. La Civil Society Engagement Unit della BERS avrà bisogno di un sostegno di alto livello, anche da parte della Presidente e del Consiglio, per adottare misure adeguate. La BERS dovrebbe essere preparata ad avere una risposta rapida e decisiva, utilizzando tutta la sua leverage, compresa quella finanziaria, per reagire a casi di ritorsioni nei confronti di rappresentanti della società civile.Il disprezzo delle autorità per i diritti umani e la governance democratica non solo viola gli obblighi legali nazionali e internazionali dell’Egitto e i valori stabiliti dalla BERS, ma può anche materialmente minare lo sviluppo economico del paese e gli sforzi per far crescere in modo sostenibile la sua economia, combattendo al contempo i tassi di povertà ormai schizzati alle stelle. Transparency International ha avvertito che la mancanza di controlli ed equilibri sul potere presidenziale in Egitto può portare alla “cattura dello stato e alla cleptocrazia”.A causa della presenza schiacciante dei militari nei settori politici ed economici, c’è una grave mancanza di trasparenza e le diffuse pratiche che favoriscono le imprese legate al governo scoraggiano gli investimenti nazionali ed esteri di altre imprese civili, secondo Bloomberg. Numerosi esperti dicono che la repressione della stampa e il tentativo di silenziare gli attivisti anti-corruzione e tutte le voci critiche hanno creato una forte barriera per la crescita economica.La maggior parte della crescita in Egitto, al di fuori del turismo e dell’esplorazione del gas naturale, è stata alimentata dallo stimolo del governo – impostato sul meccanismo del debito – che privilegia le imprese di proprietà dei militari o con stretti legami con essi. Gli investimenti esteri diretti, al di fuori dei settori del petrolio e del gas, sono stati spesso deboli, scendendo fino a 400 milioni di dollari nei primi tre mesi del 2019. L’aumento della povertà e altre violazioni dei diritti economici e sociali, mentre lo stato restringe ulteriormente lo spazio civico, stava già portando a disordini sociali e grandi proteste contro la corruzione e le politiche del governo, anche prima dell’inizio della pandemia di COVID-19.Così, l’acuto deterioramento della governance democratica e dei diritti umani in Egitto è strettamente interconnesso con la situazione economica, sociale e finanziaria, e potrebbe sempre più portare a impatti negativi e diminuire la capacità di ripresa del paese. Per avere davvero un impatto positivo sulla sfera economica, le istituzioni finanziarie internazionali come la BERS devono affrontare il tema della governance e del rispetto dei diritti umani. Quindi, per proteggere l’investimento di oltre 7 miliardi di euro di fondi della BERS in Egitto fino ad oggi, è ora necessario un investimento di capitale politico.Vi esortiamo, quindi, a fare un bilancio della traiettoria presa dall’Egitto da quando è diventato un paese di operazioni nel 2012, in una fase in cui c’erano grandi speranze di riforme democratiche, e di impegnare la Banca ad affrontare il fatto che l’Egitto si è drasticamente spinto in una fase di autoritarismo radicato. Al fine di soddisfare i requisiti del mandato della BERS per la democrazia multipartitica e il pluralismo, le autorità egiziane – così come governi simili in tutta la regione MENA – devono mostrare impegni chiari e misurabili per porre fine alla violazione implicita ed esplicita dei parametri di riforma della Banca.

Firmatari

1. Arci (Associazione ricreativa e culturale italiana)

2. Associazione nazionale Giuristi Democratici (National Association of Democratic Jurists, Italy)

3. CIHRS (Cairo Institute for Human Rights Studies)

4. CIVICUS

5. CNCD-11.11.11 (Centre National pour la Coopération au Développement)

6. COMPPART Foundation for Justice and Peacebuilding

7. CRED/GIGI (Center for research and elaboration on democracy/International Legal Intervention Group)

8. Cultura è Libertà (Culture and Freedom, Italy)

9. Egyptian Human Rights Forum

10. EuroMed Rights

11. FIDH (International Federation for Human Rights)

12. The Freedom Initiative

13. Front Line Defenders

14. Freedom House

15. Green Advocates International (Liberia)

16. Human Rights Watch

17. IFEX

18. ISCOS (Trade Union Institute for Development Cooperation, Italy)

19. Kvinna till Kvinna

20. Narasha Community Development Group

21. Osservatorio solidarietà – Carta di Milano (Solidarity Observatory)

22. Terra Nuova – Centro per la Solidarietà e la Cooperazione tra i Popoli (Center for Solidarity & Cooperation between Peoples)

23. POMED (Project on Middle East Democracy)

24. Reprieve UK

25. Un Ponte Per

26. Urgewald

27. Women’s International League for Peace and Freedom

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